giovedì 27 settembre 2012

Perché puoi dire di essere 'Mamma'?

L'altro giorno parlavo del più e del meno con R., la figlia della mia vicina, sulla quarantina, che fa la baby sitter da una vita. Le raccontavo di Lore, del primo giorno di asilo, del primo nostro distacco e conseguenti reazioni. Le ho raccontato del mio self-control di fronte al suo ingresso alla materna e che, nonostante il pianto, (so che può sembrare crudele) sono riuscita a lasciarlo con la dovuta tranquillità senza pormi troppi problemi.
Quest'ultima cosa la racconto 'un po' così', quasi fossi impaurita del giudizio che R., da mamma, poteva avere di fronte alla mia completa serenità sull'argomento 'inserimento', quasi non fosse normale per una mamma covare tutta questa tranquillità di fronte alla circostanza.
Lei lo percepisce subito e, dopo avermi raccontato un po' la sua esperienza, dice:
" Io lavoro da più di 10 anni con 2 famiglie e ti posso dire che una è una mamma e l'altra no. L'altra pensa di essere una mamma, e pensa anche di essere brava, ma non è così".
Rimango basita.
" R, che vuol dire che 'non è una mamma'? Del genere 'io li faccio ma che al resto pensino gli altri?'
" No no, anzi, è lei che per la maggior parte del tempo sta in casa con loro ma ci sta solo come presenza fisica e non come presenza affettiva"



"Cioè, in che senso, ti puoi spiegare meglio (perché so' de coccio....) ?"
"Lei pensa di essere una mamma, e pure brava, perché fa fare ai figli tremila attività diverse, perché va a prenderli a scuola, gli fa da mangiare e li accompagna in queste tremila attività che lei ha deciso per loro. Ma mai che ci si perda in un gioco, che gli chieda com'è andata a scuola, che li abbracci al suo ritorno. Non partecipa della loro vita quasi fosse qualcosa che non la riguardi in prima persona".
Ora, non sto scrivendo questo post per parlare del giudizio feroce dato da R. su questa mamma.
Non so voi ma, lasciando un attimo da parte il fattore 'ma chi sei te per dire una cosa del genere', a me questo fatto del 'questa è una mamma/questa non lo è' mi ha fatto sobbalzare sul posto.
La prima cosa che ho fatto, scattata in automatico nel cervello, mentre ancora R. parlava, è di fare un esamino di una mia giornata tipo con i Quasigemelli, all'incirca così:
- Tremila attività? - NO
- Gioco con loro? - A VOLTE
- Chiedo cosa ha fatto all'asilo? - SI
- Li coccolo e/o dimostro il mio affetto? - SI
- Sto in casa con loro e mi faccio i fatti miei? - A VOLTE
- OK, ancora non sono come la mamma di R., posso continuare il dialogo.
Tutto questo è accaduto nella mia testa nel giro di 3 secondi, forse nemmeno.
Finiamo di parlare e ci salutiamo.
Tornando verso casa ripenso a quel che mi ha detto R. e mi rendo conto che l'essere mamma è tutto meno che un dato di fatto.
Non sono mamma solo perché metto al mondo un figlio (il contrario non sarebbe un'affermazione ma un'eresia), non lo sono solo perché sto in casa con loro, non perché gli preparo pranzo e cena o perché li metto a letto, e tutto questo ogni santo giorno che Dio mette in terra.
E quindi? Perché sono una mamma? Cos'è che mi qualifica come tale? Ok, perché gli voglio un bene spropositato, e questo è indubbio penso per il 99,9 % delle mamme. Ma in cosa consiste questo bene? In quale atti rappresentativi si esprime? Roba del tipo ' fare questo per me è essere mamma' , e dico solo e semplicemente mamma, non una mamma perfetta, bravissima, impeccabile etc.....ma che quando pensi a quel che fai per loro sai di essere perlomeno sulla buona strada.

Io ci ho pensato, molto, e sono arrivata alla mia personalissima conclusione.
Personalissima perché riguarda solo ed esclusivamente me, per quel che sono, per come sono, per quel che penso, per la fatica che faccio, niente a che fare con la frase (secondo me infelice) 'una mamma dovrebbe essere/dovrebbe fare'.
Io, Chiara, sento di essere Mamma con la M maiuscola quando dedico gratuitamente tempo ai miei figli; quando il tempo con loro non è dovuto o obbligato; quando ad esempio gli canto una ninna nanna senza aver fretta che si addormentino; quando mi metto in dubbio; quando cercano la mia attenzione e io non cerco di liquidarli facendoli vedere un cartone perché 'ora non posso'; quando mi trattengo dal dargli uno sculaccione dopo che l'hanno combinata grossa ma cerco di spiegare perché non si fa; quando smetto di fare qualsiasi cosa per farmi massacrare a cavalluccio sul tappeto.
Questi sono esempi spiccioli, presi nella quotidianità, che tengono conto soprattutto dei miei limiti, senza tirare in ballo massimi sistemi.

Mi piacerebbe aprire una discussione con voi mamme su questo, amiche, conoscenti, lettrici per caso, mi piacerebbe sapere perché ognuna di voi, nella propria personale esperienza, ognuna con il suo background, si ritiene 'mamma'. Per confrontarsi e condividere, per mettersi un po' in gioco e per farla in barba agli stereotipi che ci sentiamo puntualmente affibbiare. Quindi vi chiedo:
E voi, perché potete dire di essere mamme?

23 commenti:

  1. Ho letto con molto interesse le tue riflessioni, io che tra un po' divento mamma per la prima volta, e per di più di gemelli.
    Anche io ho fatto la babysitter a lungo e anche all'estero, vedendo approcci completamente diversi di gestione della vita familiare, degli affetti del rapporto con i figli. Ho vissuto 24h/7gioni su 7 in una casa dove una mamma era sempre presente in casa con me, eppure io alzavo e mettevo a letto i bimbi,io sapevo cosa c'era da farl loro da mangiare, cosa mangiavano, se mangiavano, se litigavano tra loro, che giochi avevano fatto, io giocavo con loro, gli facevo il bagno, leggevo le storie, uscivo, ecc.. ma non ho mai pensato che questa mamma fosse una "mamma" meno di tante altre che ho conosciuto.

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    1. Ciao Marta e COMPLIMENTI! Caspita, che esperienza devono essere i gemelli!
      Infatti Marta, è per questo che il giudizio della mia amica mi ha prima di tutto spiazzata perché non riuscirei mai a dire una cosa del genere di un'altra mamma e mentre parlava cercavo di capire le ragioni della sua affermazione assai 'forte'.
      Ma sono contenta perché mi ha provocata e mi ha portata a mettermi di fronte a me stessa ed è stato un toccasana uscire dalla visione di una maternità scontata, visione che, per quel che mi riguarda, troneggia troppo spesso nel mio quotidiano.

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  2. Io credo che una mamma sia non semplicemente una donna che mette al mondo un figlio (come dici tu), purtroppo abbiamo molti esempi di come questo non basti. D'altra parte non credo che nessun atto "particolare" ci definisca come madri. La mamma è colei che, insieme al papà, introduce il figlio alla realtà. Madre è colei che educa, ed educa in base a come è stata educata lei, e in base a quel che riconosce come bene.
    Una mamma come quella descritta dalla tua amica non è che non sia una mamma: lo è secondo una visione della realtà che non corrisponde a quella della tua amica (e alla tua, e alla mia). Però non penso che non sia "madre". Penso che sia una madre come io non vorrei essere (anche se a volte faccio gli stessi errori descritti, ma, appunto, li giudico come errori). Una non-madre è colei che non accompagna il figlio nell'incontro con la realtà, abbandonandolo, appunto, a se stesso.

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    1. Ciao Cristina e grazie del tuo intervento!
      Su questo la penso come te, forse non sono riuscita a spiegarmi bene, ma anch'io l'affermazione 'la mamma è chi mette al mondo un figlio' la chiamo eresia, come ho scritto nel post, e la escludo a priori.
      Non penso che la 'nonmamma' descritta nel post non sia madre (chi sono io per dirlo?) ma quello che ha detto R. su di lei mi ha provocata in prima persona e mi ha portata a pormi la domanda. Una domanda su me stessa, non una regola su chi in generale è mamma e chi no o su 'chi è la mamma' Mi sono sentita messa in ballo proprio perché mi rivedo nelle stesse distrazioni, come dici tu, non tutte, della 'nonmamma' di R. Per cui mi sono chiesta 'cosa vuol dire per me essere madre? Quand'è che sono mamma? Come si traduce il mio essere mamma nella quotidianità? Perché vedendo l'esempio di questa 'nonmamma' (mi dispiace chiamarla così ma non so come identificarla :) ) capisco che essere mamma, non è per tutte la stessa cosa :)non ci percepiamo tutte mamme allo stesso modo, per questo mi faceva piacere sapere cosa pensano di se stesse le altre mamme :)
      Grazie per quello che hai detto, che secondo me è fondamentale:
      " La mamma è colei che, insieme al papà, introduce il figlio alla realtà. Madre è colei che educa, ed educa in base a come è stata educata lei, e in base a quel che riconosce come bene."
      Penso che è questo che alla fine salva noi genitori dal ripiegarci su tutte le nostre distrazioni e dai sensi di colpa e che ci fa ricominciare sempre.
      Torna presto! :D

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  3. Cara Chiara,io la penso esattamente come la tua amica R. , semplicemnete perchè ho avuto una madre così e tu lo sai bene ;) .Io credo che una mamma debba essere attiva e non passiva,il solo fatto di chiedere come stai? sei felice? sei triste? perchè?Ed attendere la risposta..instaurare un vero rapporto conquistandolo e non dare mai niente per scontato solo perchè "io ti ho partorito ed io sono tua madre".No non ci sto,essere madre è un dono ma bisogna essere meritevoli e non dare mai per scontato e dovuto l'affetto ed il rispetto dei tuoi figli.Io ce la metterò tutta, chissà se ci riuscirò :). La tua amica Flò

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    1. Tesoro.... :)lo so. E anche a te non credo sia difficile immaginare perché mi pongo questa domanda. Chiedo di confrontarmi con altre mamme in modo che una tale domanda non rimanga vana e a senso unico.
      Su di te sai come la penso, evito l'ennesima sviolinata :D

      Chiarè :)

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  4. Irene (mamma di P.)27 settembre 2012 22:22

    Mia mamma ha sempre lavorato tanto, io e mia sorella dopo la scuola eravamo spesso affidate a baby sitter senza mai soffrirne. Lei pero' si sentiva davvero in colpa tanto che una volta si rivolse ad una psicologa infantile per sapere se noi avremmo potuto soffrire a causa della sua mancanza. Lei le rispose proprio così, che per i figli non importante tanto la quantità di tempo che si passa con loro quanto la qualità. Che per un bambino vale di più la mezz'ora passata a giocare con la mamma buttati sul tappeto insieme, che l'intero pomeriggio trascorso a casa con la mamma intenta a fare altro. Da figlia non posso che confermare, sarei orgogliosa se riuscissi anche solo ad assomigliare ad una mamma come la mia.

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    1. Questo che dici Irene è davvero interessante, soprattutto perchè spesso le mamme che lavorano sono viste in generale 'menomamme' rispetto a quelle che fanno le caslinghe e stanno sempre con i figli, luogo comune purtroppo non ancora superato... E tu, adesso, da mamma, come la traduci questa qualità con il tuo bimbo?

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  5. Sarah, mamma di Gabriele28 settembre 2012 10:33

    Ciao Chiara,
    Che belle riflessioni che fai... e hai il tempo di farle nonostante i tuoi Quasigemelli!
    Anche questo ti rende ancora + supermamma!
    Io mi sento MAMMA quelle volte in cui il mio bimbo viene prima di me, quando x stare con lui mi dimentico di mangiare o quando i suoi 37 e mezzo di febbre mi fanno alzare 40 volte di notte..mentre lui se la dorme!
    Mi sento MAMMA quando lui corre verso di me, all'uscita del nido e gli brillano gli occhi...sono sicura che brillano anche a me...
    Mi sento MAMMA quando non mi pesa tenerlo in braccio o allattarlo o rinunciare a qualsiasi cosa per coccolarlo e volergli bene.
    Mi sento MAMMA perchè lui mi fa sentire tale, mi rende completa, utile, importante e felice! E ha solo 19 mesi! Pensa a quante cose ha ancora da insegnarmi!
    Anche la mia mamma è stata presente ma un po distante, ho capito crescendo che mi voleva bene..solo non era capace di dimostrarlo + di così.
    Non dico che io sarò migliore...solo vorrei un rapporto diverso con Gabry, + affetto espresso, + tempo di qualità, + ascolto e + comprensione.

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    1. Ciao! :) Sarah....queste riflessioni non vengono da sole, ho una bella combriccola di mamme che mi fa sempre stare 'sul pezzo' senza abbassare la guardia ;)
      Grazie mille per ciò che hai scritto!
      un abbraccio

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  6. sono la mamma 37enne di un bimbo di un anno e mezzo. Lavoro corro e mi sembra di vivere sempre in affanno. La domanda è legittima, perchè non credo che basti mettere al mondo un figlio per considerarsi madre, o forse si... ma sicuramente la maternità, la genitorialità è un concetto bellissimo complesso esteso.
    Con Samuele cerco il tempo di qualità perchè la vita mi porta a essere molto fuori casa. Mi sento mamma... per mille motivi, uno di questi è che samu con la sua infinita purezza e innocenza è riuscito a tirare fuori una parte di me che non conoscevo, mi sono ritrovata ad essere forte sicura saggia roccia per lui. Sno migliore, mi sento una donna migliore con risorse che non pensava di avere. La maternità mi ha insegnato cose di me che non sapevo, ho trovato risorse, forza, coraggio e risa. Forse il nocciolo è solo questo, scoprire di essere anche altro.. Con samu corro di più, dormo di meno, e cazzeggio la metà di prima di averlo, eppure ho trovato in me tutta una serie di altre emozioni e sensazioni, un'altra donna che non è che non esisteva, ma forse era solo assopita. E poi con samu sono tornata a giocare buttata per terra, a rotolarmi su un letto, a mangiare con le mani, insomma mi diverto come una bambina... ti mando un bacio (clotilde la regina cerami)

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    1. Clotilde a distanza di quasi 2 anni (nei quali non ci siamo mai viste di persona) posso dire che sei ogni volta una scoperta. Solo questo.
      Un bacio anche a te e Samu

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  7. CIao! Che bell'argomento hai sollevato! Io mi sento mamma quando lei, la mia bimba, mi fa sentire mamma. Quando mi cerca e capisco che vede in me un porto sicuro, una guida o anche semplicemente un po' di affetto. E non capita sempre: a volte siamo due "ragazze" che camminano insieme nella stessa direzione, altre volte io la prendo in braccio, altre volte è lei ad aiutare me. Ma quando corre da me, e ha bisogno di me, capisco di essere mamma.

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    1. Grazie Vale!
      A me fa impressione come, anche dopo un rimprovero oppure ho la serata storta e quindi li tratto con sufficienza e anche un po' scocciata, mi cerchino comunque, come se sapessero meglio di me che tutto il bene di cui hanno bisogno sono io. Loro non lo mettono in dubbio mai (almeno per ora, non mi faccio illusioni), nemmeno quando lo faccio io.
      A volte mi chiedo come sarebbe per me avere questa certezza su tutto il resto.
      Mi fa piacere che tu sia passata di qua :) torna!

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  8. Mi sento mamma quando mi chiama solo per sorridermi e le chiedo cosa c'è. E quando mi chiama 30 volte al minuto solo perchè non sa dire altre parole e con quella sola sa esprimersi.
    Mi sento mamma quando mangia a tavola da sola e di gusto. E quando mi sbatterei la testa mille volte al muro perchè non ha mangiato nulla e mi struggo sul perché.
    Mi sento mamma quando mi cerca per essere presa in braccio o per una coccola. E quando sono solo io che riesco ad alleviare il dolore di un bernoccolo o lo spavento di una caduta.
    Mi sento mamma quando la vedo giocare con altri bambini felice e curiosa. E anche quando devo riprenderla e chiedere scusa per un ceffone che lei ha tirato a qualche bimbo.
    Mi sento mamma da quando ho fatto l'ultimo tiro dall'ultima sigaretta. E da quando lei ha fatto il suo primo respiro.
    E così che vedo il mio essere mamma. Come vedevo il mio essere donna. Con gli stessi opposti che rendono la vita frizzante ma dolce allo stesso tempo. Solo molto più piena d'amore.

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    1. E' vero Ale, una cosa che mi era sfuggita, guardando me, è che sono mamma 'nella buona e nella cattiva sorte', e intendo la mia, non la loro. Che sei mamma anche quando non 'fai la brava' o,per dirla meglio, quando non hai tutto (per forza) sotto controllo, le sue azioni, le tue reazioni.
      grazie e un abbraccio (beddddddddddda!)


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  9. Chiara, rieccomi come promesso!
    La risposta della signora mi ha raggelato, perchè è orrible dire ad una persona, oggettivamente mamma "quella non è una mamma".
    Lo trovo veramente orribile. preferisco dire: non la ritengo la mamma che vorrei essere o che vorrei aver avuto.
    Ma mamme, purtroppo o per fortuna, per mio modo di vedere lo si è da quando si ha un figlio. Poi si può essere più o meno "buone mamme", ma anche qui, la vera ripsota, più che dagli sguardi esteri, verrà dai figli. Solo quando saranno adulti potremo capire se avremo fatto un buon lavoro..
    Detto questo, per rispondere alla tua domanda, condivido quello che hai detto. Mi sento una mamma quando sono felice di stare con i miei bimbi, quando CI SONO al 100%, senza avere la testa altrove, senza controllare il cellulare ogni due minuti, senza voler essere altrove. Purtroppo capita meno di quanto vorrei e, quel che è peggio, di quanto potrei...

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    1. Ciaoooooooooooo! Come ti dicevo la tua sfumatura non poteva mancare :)
      Anch'io sono rimasta disorientata da quell'affermazione, poi non mi ci sono soffermata più di tanto forse perché bene o male la conosco e so che l'ha detto in via confidenziale, senza cattiveria, forse un po' ingenuamente, anche perché un giudizio così è davvero stroncante. E' giusto come dici tu (come diceva anche Cristina sopra) "non la ritengo la mamma che vorrei essere o che vorrei aver avuto" e penso sia questo che mi abbia fatto scattare il mio esame di coscienza flash :)
      Sul fatto di essere mamma è bellissimo quando dici di non 'voler essere altrove', non potevi trovare parole più azzeccate.....

      Grazie mille

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  10. Chiaretta, è da quando hai messo questo post che penso a come rispondere a questa tua domanda...ho seguito tutti gli interventi, in silenzio...figurarsi se mi perdo un post così succulento! Quante cose vere e sacrosante hanno scritto tutte queste belle mamme! Ma io, tutt'ora una risposta da dare, che mi convinca, non l'ho trovata. E ho anche capito perchè: per me essere mamma è uno stato d'animo, un modo di vivere, di pensare, di agire...come fare a spiegarlo? Ma alla fine forse un filo conduttore l'ho trovato, stringi stringi, pensa che ti ripensa. Io posso dire di sentirmi mamma quando ilario mi guarda. Vede in me la forza, la saggezza, l'esperienza, la risposta ai suoi perchè, l'amore incondizionato, il porto sicuro dove rifugiarsi. E' quello sguardo lì la risposta alla tua domanda. Un bacio grande, amica vicinalontana!
    Miki :-)

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  11. Miki mi hai fatto venire la pelle d'oca.
    Penso che tutti i nostri tentativi di essere mamma rimarrebbero inconsistenti e campati in aria se non ci fosse quello sguardo lì, che dici tu. E' quello che da il senso ultimo a tutto quello che facciamo per loro. Ed è talmente vero quello che dici che io questa cosa, questa 'dipendenza' dallo sguardo di un altro, la riconosco in tutti i rapporti più veri e stretti, non solo con i figli ma, ad esempio, anche con il marito.
    Di questi tempi, nell'epoca del self-made-man, è così difficile riconoscere questo, perché è come se dicessi 'io sono perché c'è uno che mi guarda così', a me personalmente questa semplicità d'animo manca; la cosa straordinaria è che i figli riescono a compiere anche questa magia :)

    grazie Miki, un abbraccio :-*

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  12. Ciao sono Chiara mamma anche io di quasigemelli Matteo 3 anni e
    Martina 19 mesi.
    Posso dire di non essere la mamma classica che sta a casa, li va a
    prendere e fa far loro mille attività, lavoro a tempo pieno molto
    lontano da casa.
    Penso di essere Mamma non di quantità ma di qualità perché tutte le
    mie energie sono concentrate su di loro quando siamo insieme. Metto in
    discussione e mi confronto con altre mamme,papà ed amici terapisti sul
    metodo educativo, mi faccio venire un sacco di dubbi. Leggo diversi
    libri e mi documento per farmi una mia opionione che si adatta poi ad
    ogni bimbo perché unico ed irripetibile.
    Quando abbiamo scelto il nido ed asilo abbiamo girato molto affinché
    fossero posti pieni di calore e stimoli.
    Con i nonni ci confrontiamo e ci scontriamo pur di avere una linea
    comune.
    Coccole? Tante!!
    Nei week lunghi progettiamo attività tutti e 4 insieme anche se ci
    riserviamo momenti di coppia per ricaricarci e fare un cammino insieme
    penso indispensabile.
    Sono una diversamente mamma!!!

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  13. Ciao Chiara. Ho letto questo bel post e, stranamente, mi va proprio di risponderti :-P
    Leggendo quello che scrivi tu e quello che scrivono tutte quelle che ti hanno risposto posso proprio dire che essere mamme è un dono. E per dono non intendo che "fare un figlio-partorirlo-etc" è un dono. Intendo che essere Mamma è un dono come saper suonare a testa in giù o avere il saper disegnare. Quindi, chi non ha questo dono, può avere dei figli ma non è mamma. Allo stesso modo, chi di figli non può averne, può avere il dono di essere mamma. E sono cose che si sentono da subito e che i figli, a loro volta, percepiscono.

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  14. Lois, non sono d'accordo. Sarà un dono essere una "brava" mamma, ma mamma lo sei comunque.
    Io questo dono non ce l'ho assolutamente, faccio una fatica pazzesca per essere mamma, e non mi riesce neanche particolarmente bene. Però per i miei bambini, sono la loro mamma, l'unica che vorrebbero, mi guardano con "quello sguardo lì" che dice Miki...
    Ecco, per i nostri figli siamo mamme sempre e comunque, siamo noi stesse che a volte non ci sentiamo tali ed abbiamo mille sensi di colpa.

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